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Consiglio di Stato dichiara improcedibile l’appello di Alma Petroli


Pubblicato il: 8/18/2025

Gli avvocati Antonio Lirosi ed Elisabetta Gardini hanno assistito Alma Petroli S.p.A.

Il Consiglio di Stato, sezione quarta, ha esaminato il contenzioso tra Alma Petroli S.p.A. e il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica relativo al ricorso numero 6216 del 2023. La vicenda riguarda l’impugnazione del decreto ministeriale n. 95 del 15 aprile 2019 sulle modalità di redazione della relazione di riferimento ex articolo 5, comma 1, lettera v-bis del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nonché una successiva nota ministeriale del 2019.

Alma Petroli S.p.A., attiva nella produzione di bitumi con sede a Ravenna, è titolare di una raffineria soggetta ad Autorizzazione Integrata Ambientale. In seguito all’annullamento di un precedente regolamento sulle relazioni di riferimento e all’adozione del nuovo DM 95/2019, l’azienda aveva impugnato tale provvedimento davanti al TAR per il Lazio, deducendo diversi motivi di illegittimità. Il procedimento originava da un’istruttoria amministrativa sospesa nel 2017 e ripresa dopo la nuova regolamentazione.

Il TAR Lazio, con sentenza n. 153 del 2023, aveva respinto il ricorso proposto da Alma Petroli, condannando la società al pagamento delle spese processuali. Contro questa decisione, la società aveva proposto appello al Consiglio di Stato, articolando sei motivi di diritto.

Il procedimento è giunto in discussione in Consiglio di Stato dopo che Alma Petroli, con atto depositato il 14 febbraio 2025, ha dichiarato rinuncia all’appello ai sensi dell’art. 84 c.p.a., chiedendo la compensazione delle spese. Il Ministero dell’ambiente ha preso atto della rinuncia senza sollevare opposizioni.

Elementi centrali per la decisione sono stati i principi del processo amministrativo che riconoscono la piena disponibilità dell’interesse a ricorrere da parte della parte privata sino alla trattazione della causa, consentendo quindi una rinuncia efficace che comporta l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

Con sentenza del 3 aprile 2025 (pubblicata il 30 luglio 2025), il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello, ordinando la compensazione delle spese tra le parti. Dal punto di vista economico e giuridico, la pronuncia determina lo stop definitivo al giudizio di appello senza statuizioni di merito e senza ulteriori aggravi di spese processuali per le parti.