Vittoria di GM Pozzolana sul rinnovo delle autorizzazioni per l’impianto rifiuti a Corcolle
Pubblicato il: 10/1/2025
L'avvocato Claudio Cataldi ha assistito GM Pozzolana s.r.l.; gli avvocati Marina Di Luccio e Antonio Ciavarella hanno rappresentato Roma Capitale; l'avvocato Giovanna De Maio ha rappresentato la Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 7532/2025 (RG 39/2021), si è pronunciato sul contenzioso tra GM Pozzolana s.r.l. e le amministrazioni di Roma Capitale, Ministero della Cultura, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, ARPA Lazio e Autorità di Bacino. La controversia riguarda il diniego, da parte di Roma Capitale, della richiesta di rinnovo delle autorizzazioni per la discarica di rifiuti inerti e altri impianti gestiti dalla società a Corcolle, nel municipio VI di Roma.
GM Pozzolana s.r.l. è titolare di un complesso impiantistico autorizzato nel 2009 ma con alcune attività mai avviate a causa di vicende amministrative e commissariali. Nel 2019 la società ha presentato istanza di rinnovo decennale delle autorizzazioni, richiesta respinta da Roma Capitale sulla scorta di pareri negativi provenienti da Autorità di Bacino e dalla Soprintendenza, con riferimento sia a presunti vincoli ambientali e paesaggistici sia alla necessità di una nuova valutazione di compatibilità ambientale e urbanistica. Il diniego è stato impugnato al TAR Lazio, che nel 2020 ha rigettato il ricorso della società.
Avverso la sentenza di primo grado, GM Pozzolana ha proposto appello sostenendo che il rinnovo dei titoli autorizzatori non avrebbe dovuto comportare una rinnovata verifica di compatibilità urbanistica e ambientale ma solo una valutazione delle condizioni tecniche e gestionali dell’impianto. Secondo la società, le amministrazioni avevano erroneamente equiparato la richiesta di rinnovo a una domanda di autorizzazione ex novo, e i pareri negativi erano privi di valida istruttoria e non adeguatamente riferiti all’impianto oggetto del procedimento. Nel giudizio di appello sono intervenute in resistenza Roma Capitale, la Città Metropolitana di Roma Capitale e il Ministero della Cultura.
Il Consiglio di Stato ha affrontato prima l’inquadramento giuridico sul potere dell’amministrazione di sindacare, in sede di rinnovo, la compatibilità urbanistica e ambientale sulla scorta della normativa sopravvenuta. Ha ritenuto che tale valutazione debba comunque essere consentita anche in sede di rinnovo di autorizzazioni a impianti potenzialmente inquinanti. Tuttavia, nel caso di GM Pozzolana, il diniego è stato basato su pareri negativi che non apparivano supportati da evidenze specifiche sul sito o sugli impianti in questione.
Su richiesta del Collegio sono stati disposti approfondimenti tecnici tramite verificazione affidata a un collegio di docenti universitari. Dalla relazione di verificazione è emerso che l’impianto non ricade in aree a rischio idraulico o geomorfologico significativo; i vincoli esistenti non risultano violati dal progetto e l’attività, al termine dei lavori, migliorerà lo stato paesaggistico e le funzioni biologiche dell’area senza pregiudicare i beni archeologici. Le criticità ambientali, relative alla gestione delle acque reflue e delle emissioni, sono risultate superabili attraverso le prescrizioni già in essere e il completamento dell’iter autorizzativo.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello della società, annullando il provvedimento di diniego per difetto di istruttoria. Roma Capitale, Ministero della Cultura e l’Autorità di Bacino sono stati condannati al pagamento delle spese giudiziali in favore della società GM Pozzolana per un importo complessivo di 6.000 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato, nonché delle spese di verificazione in parti uguali. L’amministrazione potrà adottare nuovi provvedimenti, ma solo previo rispetto dei rilievi istruttori emersi nel corso del giudizio.

