Notizie

MF - I ranking di Class Editori | Best of

Siram ottiene l’annullamento della gara ponte dell’Azienda dei Colli


Pubblicato il: 10/17/2025

Gli avvocati Angelo Clarizia, Paolo Clarizia e Giovanni La Fauci hanno rappresentato Siram S.p.A.; gli avvocati Raffaele Cuccurullo, Rita Castaldo e Anna Rega hanno assistito l’Azienda dei Colli; gli avvocati Enrico Soprano e Francesco Soprano hanno affiancato Getec Italia S.p.A.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7898 del 2025 (RG n. 2079/2025), ha deciso sul ricorso proposto da Siram S.p.A. avverso l’Azienda dei Colli e Getec Italia S.p.A. riguardante la procedura CIG 9906187C1C per l’affidamento dei servizi di conduzione e manutenzione degli impianti tecnologici delle strutture aziendali. Oggetto della controversia è stata la legittimità degli atti con cui l’Azienda Ospedaliera dei Colli aveva aggiudicato la gara ponte a Getec Italia S.p.A. in seguito all’annullamento di una precedente procedura gestita da So.re.sa, al centro di una precedente sentenza del Consiglio di Stato (n. 4701/2024).

La vicenda trae origine dall’annullamento degli atti della gara regionale da parte del Consiglio di Stato per mancato rispetto dei criteri ambientali minimi. In seguito, l’Azienda dei Colli aveva bandito una nuova “gara ponte”, anch’essa oggetto di contestazione da parte di Siram per presunta violazione dell’obbligo di inserire i criteri ambientali minimi nella legge di gara e nel contratto. In primo grado, il TAR Campania (sent. n. 427/2025) aveva rigettato il ricorso di Siram, valorizzando la presunta equipollenza tra quanto richiesto nella documentazione di gara e l’effettivo contenuto delle offerte presentate, richiamando i principi della fiducia e del risultato.

Dopo la decisione del TAR, Siram ha riproposto gli stessi motivi di ricorso in appello, censurando in particolare il mancato inserimento dei criteri ambientali minimi nella legge di gara, con richiami specifici sia alla normativa vigente sia ai precedenti della stessa Sezione del Consiglio di Stato (in particolare le sentenze n. 4/2018 dell’Adunanza Plenaria e n. 4701/2024). L’Azienda dei Colli ha sollevato, tra le altre, un’eccezione di inammissibilità per tardività del ricorso, ritenendo che Siram avrebbe dovuto impugnare tempestivamente il bando.

Nel rinnovato giudizio avanti al Consiglio di Stato, l’analisi si è concentrata sulla giurisprudenza in materia di criteri ambientali minimi, confermando che la violazione di tali obblighi può essere fatta valere anche solo con l’impugnazione dell’aggiudicazione, salvo il caso in cui il vizio abbia impedito la presentazione dell’offerta. Il Collegio ha escluso che il comportamento della ricorrente, consistente nel presentare comunque un’offerta, potesse sanare la mancanza dei criteri ambientali minimi nella lex specialis. La decisione ha quindi ribadito che l’onere di immediata impugnazione sussiste solo quanto la lesione dell’interesse dell’operatore è attuale e impedisce la partecipazione consapevole; diversamente, resta ferma la possibilità di censura unitamente agli atti applicativi.

Determinante, ai fini della pronuncia, è stato il riconoscimento della illegittimità della disciplina di gara per la mancata previsione obbligatoria, a monte, dei criteri ambientali minimi previsti dalla normativa nazionale e unionale. Determinante, inoltre, la distinzione tra la possibilità di presentare un’offerta conforme e la necessità di una puntuale previsione nella documentazione procedurale, così da garantire la tutela dell’ambiente e degli interessi pubblici coinvolti.

Il Consiglio di Stato ha quindi accolto il ricorso di Siram, annullando sia l’aggiudicazione in favore di Getec Italia S.p.A. che tutti i provvedimenti connessi. È stata dichiarata l’inefficacia dell’eventuale contratto già stipulato, senza però accogliere domande di subentro nel rapporto negoziale e liquidando le spese processuali in favore di Siram. La sentenza riafferma l’obbligatorietà dei criteri ambientali minimi in tutte le procedure di evidenza pubblica e l’inattaccabilità in sede giurisdizionale degli atti viziati dalla loro omissione, consolidando così l’orientamento giurisprudenziale mirato alla tutela effettiva dell’ambiente negli appalti pubblici.