Edison Rinnovabili ottiene il canone agevolato sui cavidotti: la Provincia di Potenza sconfitta al Consiglio di Stato
Pubblicato il: 12/9/2025
Gli avvocati Fabrizio Vittoria e Domenico Ardolino hanno assistito Edison Rinnovabili S.p.A. L'avvocato Emanuela Luglio ha rappresentato la Provincia di Potenza.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9447/2025 (RG n. 2917/2025), pubblicata il 1° dicembre 2025, ha respinto l'appello della Provincia di Potenza contro la decisione del Tar Basilicata che aveva accolto il ricorso di Edison Rinnovabili S.p.A. La controversia trae origine dalla deliberazione provinciale n. 38 del 31 ottobre 2023, con cui venivano modificate le tariffe del canone unico patrimoniale (CUP) per l’occupazione permanente del sottosuolo da parte dei produttori privati di energia elettrica da fonti rinnovabili, innalzando la tariffa minima da 800 euro a 7,50 euro/mq.
La vicenda si sviluppa dopo che Edison Rinnovabili, proprietaria di impianti eolici nel Potentino, aveva contestato la legittimità della modifica regolamentare introdotta dalla Provincia. Secondo la società, la normativa recentemente interpretata dal Consiglio di Stato e dal legislatore (art. 1, comma 831, legge n. 160/2019, e art. 5, comma 14-quinquies, D.L. 146/2021) avrebbe imposto il canone forfettario di 800 euro anche ai soggetti privati produttori di energia da fonti rinnovabili, vietando l’applicazione di tariffe più elevate.
Il Tar di Basilicata, con sentenza n. 99/2025, aveva già accolto le tesi di Edison, annullando la previsione regolamentare provinciale nella parte in cui elevava la tariffa oltre il limite di legge. Il Tar aveva ritenuto fondate le doglianze di Edison, sottolineando che la delibera violava le normative nazionali e l’interpretazione autentica che riconduceva anche i produttori privati di energia nel regime agevolato dei servizi di pubblica utilità. Respinta inoltre la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Provincia, che a suo avviso avrebbe subito uno squilibrio di bilancio per la riduzione del gettito.
La Provincia di Potenza aveva proposto appello deducendo tre motivi: la presunta irricevibilità del ricorso di primo grado per tardività, la contestazione della natura agevolata per i produttori di energia rinnovabile e una questione di costituzionalità riferita alle norme agevolatrici. Secondo la Provincia, la tariffa minima di 800 euro avrebbe rappresentato solo una soglia inferiore, potendo legittimamente adottare tariffe superiori per assicurare l’invarianza del gettito.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondate tutte le censure dell’appello. Riguardo alla tempestività del ricorso Edison, il Collegio ha chiarito che la lesione concreta per l’impresa si era perfezionata solo con l’avviso di pagamento, e non con la mera pubblicazione della delibera. Quanto al merito, i giudici amministrativi hanno sottolineato che la normativa specifica (art. 1, comma 831 legge n. 160/2019 e successiva interpretazione autentica) stabilisce una tariffazione forfettaria e speciale per le occupazioni relative alla filiera energetica, comprensiva anche di quella svolta dai soggetti privati. Il concetto di filiera unica e integrata del sistema elettrico nazionale – ribadito dalla giurisprudenza e dal MEF – impone l’estensione del regime agevolato anche alla produzione da fonti rinnovabili. Non rileva, dunque, la natura privatistica o lucrativa del soggetto beneficiario.
Inoltre, è stato chiarito che la norma sull’invarianza di gettito (comma 817) si riferisce al totale delle entrate da CUP, e non autorizza le Province ad alterare il regime di favore imposto dalla legge per l’attività energetica. La questione costituzionale è stata dichiarata manifestamente infondata, poiché la Provincia non ha dimostrato un’insostenibilità economica effettiva e la norma di favore trova giustificazione nella funzione pubblica e strumentale dell’attività di produzione e trasmissione di energia.
Con la decisione, il Consiglio di Stato ha quindi confermato la nullità parziale della delibera provinciale che elevava il canone sopra la soglia di legge. Le spese del giudizio di appello sono state compensate per la novità e complessità della materia. La pronuncia chiarisce la tutela dei produttori di energia rinnovabile nel pagamento di un CUP ridotto, rafforzando la certezza normativa a favore degli operatori del settore.

