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Confermata la sanzione dell’Antitrust contro Xiaomi Italy sulle pratiche di garanzia


Pubblicato il: 12/18/2025

Gli avvocati Matteo Beretta e Fausto Caronna hanno assistito Xiaomi Technology Italy S.r.l.

Il Consiglio di Stato (Sezione Sesta) ha respinto l’appello di Xiaomi Technology Italy S.r.l. contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nella causa n. 4986/2024, confermando la sentenza n. 5159/2024 del TAR Lazio. Oggetto del contenzioso era il provvedimento AGCM n. 30211 del 21 giugno 2022, con cui l’Autorità aveva accertato una pratica commerciale scorretta nell’assistenza in garanzia legale sui prodotti Xiaomi, imponendone la cessazione e una sanzione da 3,2 milioni di euro.

La vicenda prende le mosse dall’attività sanzionatoria avviata da AGCM a gennaio 2022. L’Autorità contestava a Xiaomi condotte che, secondo l’istruttoria, ostacolavano i diritti dei consumatori sulla garanzia legale di conformità: subordine della riparazione gratuita all’accettazione e pagamento di riparazioni extra per danni anche estetici; reiterate riparazioni prima della sostituzione dei prodotti difettosi; richiesta di pagamenti per spese di ispezione o spedizione anche quando il difetto non veniva riconosciuto in garanzia e il cliente rifiutava la riparazione a pagamento. Xiaomi aveva assunto un ruolo centrale nel post-vendita in Italia, gestendo direttamente l’assistenza e stipulando contratti con terzi. Le misure correttive adottate durante l’istruttoria e altri tentativi di compliance non sono bastati a evitare la sanzione.

Il TAR aveva già respinto in primo grado il ricorso di Xiaomi, chiarendo che la proroga e la notifica del provvedimento AGCM erano tempestive e che Xiaomi Italy era destinataria diretta della contestazione, nonostante la presenza nel gruppo di altre società coinvolte nelle policy aziendali. Secondo il TAR e poi il Consiglio di Stato, le policy e le prassi confermate dalle istruttorie mostravano come Xiaomi avesse posto ostacoli sproporzionati al pieno esercizio dei diritti derivanti dalla garanzia legale.

Nell’esaminare l’appello, il Consiglio di Stato si è soffermato sui seguenti aspetti giuridici decisivi: la natura delle pratiche contestate come “aggressive” ai sensi degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto idonee a indebitamente condizionare la libertà di scelta e di azione del consumatore; la legittimità dell’istruttoria e l’irrilevanza della ripartizione di ruoli all’interno del gruppo societario, posta la centralità operativa di Xiaomi Italy in Italia; l’onere della gratuità delle verifiche e delle riparazioni in garanzia in capo al professionista per tutto il periodo di copertura legale, fatte salve prove concrete di difetti non riconducibili al produttore.

Il Consiglio di Stato ha quindi confermato la sanzione pecuniaria, giudicando proporzionata la riduzione applicata da AGCM (da 4 a 3,2 milioni di euro) anche alla luce delle iniziative correttive parziali della società. L’intervento giudiziario chiarisce l’irrilevanza della diffusione statistica delle condotte scorrette nel contesto della disciplina sulle pratiche commerciali aggressive e ribadisce che le spese della lite, quantificate in 5.000 euro, restano a carico della società ricorrente. La pronuncia cristallizza l’orientamento secondo cui responsabilità e obblighi legati alla garanzia legale gravano su chi concretamente gestisce l’assistenza sul mercato nazionale, a tutela effettiva dei diritti del consumatore.