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Provincia di Brescia vede confermata la gestione della discarica Gedit


Pubblicato il: 12/15/2025

L'avvocato Bice Annalisa Pasqualone ha assistito Gedit S.p.a. Gli avvocati Magda Poli e Raffaella Rizzardi hanno rappresentato la Provincia di Brescia.

Il contenzioso ha visto coinvolte Gedit S.p.a., titolare di un impianto di smaltimento di rifiuti speciali a Montichiari, e la Provincia di Brescia, relativamente all'interpretazione delle autorizzazioni ambientali che regolano i limiti massimi di conferimento dei rifiuti presso la discarica della società.

La controversia, identificata dal ricorso n. 2495/2023, è stata decisa dal Consiglio di Stato, Sezione Quarta, con sentenza pubblicata l’11 dicembre 2025. L’impianto della Gedit era stato autorizzato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Brescia con fissazione di precisi limiti di volumetria (944.000 mc) e altezza (128,5 metri s.l.m.) per i rifiuti conferibili. La Provincia, nel rinnovare l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA), aveva imposto la cessazione delle attività e l'avvio delle operazioni di chiusura della discarica al raggiungimento dei dati massimi autorizzati, nonostante la previsione di una quota superiore in fase gestionale (fino a 135,7 m s.l.m.) destinata a scendere per fisiologico assestamento dei rifiuti. Gedit contestava che il limite di volumetria indicato dovrebbe valere solo all’esito dell’assestamento e non come soglia immediatamente vincolante per la chiusura dell’impianto.

Dopo i provvedimenti della Provincia, impugnati da Gedit davanti al TAR, il giudizio di primo grado (sentenza n. 150/2022 del TAR Brescia) aveva respinto il ricorso della società, ritenendo corretta l’impostazione della Provincia circa l’obbligo di cessare conferimenti al raggiungimento dei limiti numerici prestabiliti.

In appello, il Consiglio di Stato (sentenza n. 9747/2022) aveva confermato la decisione del TAR, richiamando la disciplina ambientale secondo cui la chiusura della discarica deve avvenire alle condizioni fissate dai titoli autorizzativi e rigettando le censure tecniche e giuridiche di Gedit sull’assestamento dei rifiuti.

Gli elementi giuridici chiave che hanno determinato la decisione sono stati: la non ammissibilità della revocazione fondata su presunte omissioni valutative del giudice d'appello, quando queste concernono aspetti già oggetto di valutazione e discussione in entrambi i precedenti gradi di giudizio; l’impossibilità di ritenere l’assestamento del corpo rifiuti come un fattore genericamente autorizzativo di aumenti di volumetria in assenza di specifico titolo; il principio che gli errori percepiti nella lettura degli atti possono fondare la revocazione solamente se si configurano come errori di fatto e non di giudizio o di interpretazione.

Con la sentenza n. 9813/2025, il Consiglio di Stato ha quindi dichiarato inammissibile la domanda di revocazione presentata da Gedit S.p.a., ribadendo la piena legittimità dell’operato della Provincia di Brescia.

Dal pronunciamento discendono la definitiva chiusura sul punto del contenzioso e la condanna di Gedit alla rifusione delle spese di lite in favore della Provincia, quantificate in 8.000 euro oltre accessori di legge.