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Ladisa ottiene l’aggiudicazione del servizio ristorazione presso ACI Informatica


Pubblicato il: 1/7/2026

L’avvocato Saverio Sticchi Damiani ha assistito Ladisa S.r.l.; gli avvocati Roberto Ferraresi, Damiano Lipani e Francesca Sbrana hanno rappresentato ACI Informatica S.p.a.; l’avvocato Lorenzo Lentini ha affiancato il Consorzio Stabile Impero.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 9907/2025 pubblicata il 15 dicembre 2025 (RG n. 5702/2025), ha deciso sul ricorso d’appello proposto dal Consorzio Stabile Impero avverso la sentenza in forma semplificata del TAR Lazio, Sezione Terza, n. 9103/2025. Il contenzioso nasce nell’ambito della procedura di gara CIG B5B5B5AC05 bandita da ACI Informatica S.p.a. per l’affidamento del servizio di alimenti e ristorazione aziendale presso la sede di Via Fiume Delle Perle in Roma. Erano parti in causa, oltre all’ente appaltante e all’aggiudicatario Consorzio Stabile Impero, anche la società Ladisa S.r.l.

La vicenda trae origine dall’impugnazione da parte di Ladisa della determina di aggiudicazione adottata da ACI Informatica a favore del Consorzio Stabile Impero. Ladisa contestava, tra le altre cose, l’attribuzione di punteggi relativi all’esperienza del direttore tecnico dell’aggiudicatario e la continuità del servizio in caso di emergenze, lamentando anche presunte irregolarità nella dichiarazione del possesso della registrazione EMAS e nelle modalità di verifica dell’anomalia dell’offerta. In particolare, la principale censura riguardava il punteggio massimo assegnato al Consorzio Impero per l’esperienza maturata dal direttore tecnico: secondo Ladisa, l’esperienza vantata era nella ristorazione commerciale e non in quella aziendale collettiva e continuativa come richiesto dal capitolato di gara.

Con la sentenza di primo grado, il TAR Lazio aveva accolto il ricorso di Ladisa, azzerato il punteggio riconosciuto per il criterio contestato e disposto l’aggiudicazione in favore della ricorrente, condannando altresì ACI Informatica al risarcimento del danno in forma specifica. Il TAR aveva ritenuto fondate anche le doglianze concernenti la certificazione EMAS e la carenza d’istruttoria relativa alla verifica dell’anomalia.

La pronuncia di appello si è soffermata prioritariamente sull’interpretazione della lex specialis di gara, affermando che la clausola oggetto di controversia richiedeva espressamente un’esperienza maturata in ambito di ristorazione aziendale collettiva e continuativa e non poteva essere estesa anche a esperienze nella ristorazione commerciale. Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che la specificità della previsione del capitolato non consentiva applicazioni analogiche né dell’equivalenza dei servizi né dei principi generali di risultato e fiducia che regolano le gare pubbliche. Quanto alla certificazione EMAS, il Collegio ha confermato che la dichiarazione resa dal Consorzio Stabile Impero, pur priva di concreto effetto sull’attribuzione di punteggio dopo la verifica, poteva astrattamente integrare una condotta censurabile sotto il profilo della correttezza. È stata altresì ribadita l’inadeguatezza della motivazione con cui la stazione appaltante aveva valutato la sostenibilità dei costi offerti, accogliendo implicitamente anche questo rilievo.

In definitiva, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Consorzio Stabile Impero, confermando l’aggiudicazione del servizio di ristorazione a favore di Ladisa S.r.l. Restano ferme le decisioni già prese dal TAR Lazio quanto alla riassegnazione della gara e al risarcimento del danno in forma specifica, mentre le spese del giudizio d’appello sono state compensate tra le parti. Sul piano economico e giuridico, il provvedimento determina il definitivo esito in favore di Ladisa, consolidando la sua posizione di aggiudicataria dell’appalto e chiudendo la controversia sulla procedura CIG B5B5B5AC05.