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Il Comune dell'Aquila legittimato a ordinare la demolizione del parcheggio abusivo


Pubblicato il: 1/8/2026

Gli avvocati Domenico De Nardis e Raffaella Durante hanno assistito il Comune dell'Aquila. Gli avvocati Francesco Camerini e Anna Rossi hanno rappresentato S.R.L. Vinci Costruzioni.

Il contenzioso vede coinvolti, dinanzi al Consiglio di Stato (Sezione Sesta), la società S.R.L. Vinci Costruzioni e il Comune dell'Aquila. Il procedimento, iscritto al n. 803/2023 Reg. Ric., concerne il ricorso presentato dalla società avverso l’ordinanza comunale di demolizione n. 11/2014 relativa a un’opera edilizia abusiva destinata a parcheggio, per una superficie di circa 659 mq, realizzata su un’area a servizio di un complesso commerciale.

La vicenda ha origine dall’approvazione, da parte del Comune dell’Aquila, di un accordo di programma nel 1999/2002 volto a favorire iniziative di riqualificazione urbana. In tale ambito, la dante causa di Vinci Costruzioni presentava un progetto che prevedeva anche una sala cinema e spazi commerciali, successivamente ceduto proprio a Vinci Costruzioni. Le opere venivano autorizzate tramite lo Sportello Unico. Tuttavia, nel 2014, l’Ispettorato Urbanistico accertava l’abusività di una parte dell’intervento e disponeva la demolizione della struttura destinata a parcheggio. Da qui il ricorso di Vinci Costruzioni, che nel frattempo aveva anche richiesto la sanatoria delle opere e impugnava con motivi aggiunti il silenzio e il successivo diniego dell’amministrazione.

Il TAR Abruzzo aveva dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo per carenza originaria di interesse, improcedibile il primo ricorso per motivi aggiunti e rigettato il secondo ricorso aggiunto, ritenendo infondate le richieste di sanatoria.

La sentenza è stata impugnata dinanzi al Consiglio di Stato, che si è trovato a giudicare su questioni attinenti sia l’aspetto procedurale del rilascio e diniego del permesso in sanatoria sia al merito sull’effettiva abusività dell’opera.

Secondo il Consiglio di Stato, non sono stati offerti elementi probatori che dimostrassero la tempestività delle integrazioni documentali da parte della società ricorrente, né la legittimità della sanatoria richiesta, sia sotto il profilo del rispetto delle norme urbanistiche che delle proprietà interessate dalle opere (parte delle quali risulta comunale). L’edificio in questione, oggettivamente al di sopra del piano di campagna, ricade nella fascia di rispetto autostradale e nelle zone di rispetto previste dal PRG, senza che risulti alcun valido titolo derogatorio. Non applicabili nemmeno le previsioni della cd. “Legge Tognoli” sui parcheggi pertinenziali, essendo l'opera priva dei requisiti soggettivi e oggettivi di legge.

La decisione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 9973/2025, ha confermato il rigetto dell’appello di Vinci Costruzioni, ritenendo infondate tutte le censure. Sul piano economico e giuridico, la società è condannata al pagamento di 4.000 euro di spese processuali a favore del Comune dell’Aquila e viene confermata l’obbligatorietà della demolizione dell’opera abusiva. Il pronunciamento ribadisce l’impostazione degli enti locali circa la doverosità dell’azione repressiva degli abusi edilizi e la necessità di un’efficace tutela degli interessi urbanistici pubblici.