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Iliad ottiene via libera dal Consiglio di Stato su installazione di una stazione radio base a Comiziano


Pubblicato il: 1/13/2026

Gli avvocati Filippo Pacciani e Valerio Mosca hanno assistito Iliad Italia S.p.A. L’avvocato Lucia Sibilla ha rappresentato il Comune di Comiziano.

Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, con la sentenza n. 10063/2025 (ricorso n. 9093/2024), ha messo fine al contenzioso tra Iliad Italia S.p.A. e il Comune di Comiziano. L’appello era stato promosso dal Comune contro la sentenza del TAR Campania n. 4982/2024, che aveva dato ragione all’operatore di telecomunicazioni circa il rilascio dell’autorizzazione per una nuova stazione radio base, bocciata dall’ente locale.

La vicenda trae origine dal rigetto da parte del Comune, con diversi atti tra il 2022 e il 2024, della richiesta di Iliad per installare un impianto in un’area comunale non considerata "maggiormente idonea" secondo il regolamento locale adottato nel luglio 2023. Il Comune sosteneva che Iliad non avesse presentato un dettagliato programma di sviluppo e non avesse inserito l’area richiesta fra le posizioni preferenziali individuate dal Comune stesso. Iliad aveva impugnato i vari dinieghi, lamentando la mancata considerazione delle proprie osservazioni e il carattere generalizzato delle restrizioni comunali, in contrasto con i principi affermati dalla giurisprudenza amministrativa in materia di localizzazione degli impianti.

Il TAR Campania, accogliendo il ricorso di Iliad, aveva annullato i dinieghi comunali, affermando che né la normativa statale né il regolamento comunale consentono l’introduzione di divieti generalizzati per l’installazione di infrastrutture di telecomunicazione. Tuttavia, non erano state annullate le disposizioni regolamentari in sé, giudicate non ostative, ma era stato sancito che esse non potevano comunque precludere la valutazione delle richieste di installazione. Il Comune di Comiziano aveva quindi proposto appello, reiterando la centralità del programma di sviluppo per la corretta istruttoria e sostenendo che le previsioni regolamentari ponessero criteri localizzativi legittimi.

Il Consiglio di Stato, richiamando sia le precedenti pronunce della stessa Sezione che i principi fondamentali del legislatore statale (che considera le reti di telecomunicazione come opere di urbanizzazione primaria compatibili ovunque sul territorio comunale), ha confermato l’orientamento del TAR. È stato ribadito che la presentazione di piani di sviluppo iniziali da parte degli operatori può essere richiesta in chiave collaborativa, ma non è condizione essenziale o ostativa per la domanda di autorizzazione su singoli siti. Inoltre, le disposizioni regolamentari comunali, interpretate come indicanti siti preferenziali e non esclusivi, non configurano divieti generalizzati e non possono giustificare un diniego "a priori" delle istanze degli operatori.

La decisione finale del Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune di Comiziano, confermando così la sentenza di primo grado e dichiarando l’estromissione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dal giudizio. Il Comune di Comiziano è stato quindi condannato a rifondere a Iliad le spese di lite per l’appello, quantificate in € 4.000 oltre accessori di legge. La pronuncia permette a Iliad di ottenere l’auspicata autorizzazione per l’installazione della stazione radio base, rafforzando il principio che gli enti locali non possono introdurre limiti generalizzati alla distribuzione delle infrastrutture di telecomunicazione sul proprio territorio.

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