Elemedia ottiene giustizia per le interferenze radiofoniche
Pubblicato il: 1/13/2026
L’avvocato Giovanni Mangialardi ha assistito Elemedia S.p.A.
Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, si è espresso sul ricorso n. 3066/2024 promosso da Elemedia S.p.A. contro il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e altri soggetti, relativamente a una complessa vicenda di interferenze radiofoniche che ha coinvolto due importanti emittenti del gruppo Elemedia – Radio Capital e Radio Deejay. Con la sentenza n. 10073/2025, pubblicata il 19 dicembre 2025, i giudici amministrativi hanno ordinato l’ottemperanza di una precedente decisione (sentenza n. 11202/2023) e hanno disposto la condanna del Ministero al risarcimento dei danni in favore di Elemedia.
La controversia trae origine dalla denuncia di Elemedia S.p.A., titolare di concessioni per la radiodiffusione commerciale in ambito nazionale, la quale, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 2013, aveva riscontrato forti interferenze sulle proprie frequenze nella Piana di Sibari, in Calabria. Tali interferenze sarebbero derivate dalla sovrapposizione di segnali provenienti da un impianto di Corigliano Calabro, che trasmetteva frequenze riconducibili a Radio Italia Anni ‘60 e Radio Azzurra. Secondo Elemedia, questa situazione aveva causato una significativa perdita di copertura del proprio segnale radio nel territorio interessato e, conseguentemente, una riduzione del pubblico e una contrazione della raccolta pubblicitaria.
Il procedimento giudiziario ha avuto inizio dinanzi al Tar per il Lazio, dove la società ricorrente aveva chiesto, tra l’altro, la declaratoria di illegittimità dell’inerzia degli uffici ministeriali competenti nella rimozione delle interferenze, l’annullamento dei provvedimenti con cui si era negato l’intervento e il risarcimento del danno patrimoniale stimato in euro 50.080 annui. In primo grado, la domanda di Elemedia era stata respinta, ma il Consiglio di Stato, in sede di appello (sentenza n. 11202/2023), aveva riformato la decisione di primo grado, riconoscendo il diritto della società al risarcimento e ordinando al Ministero di provvedere al riguardo. Persistendo la mancata ottemperanza da parte dell’Amministrazione, Elemedia ha quindi proposto ricorso per l’ottemperanza.
La sentenza del Consiglio di Stato prende atto del perdurare dell’inerzia ministeriale e delle risultanze della relazione del Commissario ad acta, che aveva stabilito il danno in euro 297.802,44. Tale importo è stato riconosciuto dal Collegio a titolo di ristoro patrimoniale per le perdite a carico di Elemedia. Fondamentale, ai fini della decisione, è stata l’assenza di contestazioni da parte del Ministero e la solida ricostruzione tecnica e documentale effettuata dal Commissario, che ha stimato il danno tenendo conto della ridotta capacità di trasmissione (interferenza al 50%) e della rivalutazione monetaria.
Con la pronuncia del 19 dicembre 2025, il Consiglio di Stato ha così disposto la nomina di un nuovo Commissario ad acta incaricato di procedere al suggellamento degli impianti interferenti entro sessanta giorni, ha condannato il Ministero al pagamento della somma di euro 297.802,44 in favore di Elemedia e ha posto a carico dell’Amministrazione le spese del Commissario nominato. Il procedimento prosegue con fissazione di una nuova udienza per la verifica della completa esecuzione della sentenza e la definizione delle spese complessive.

