GSE ottiene conferma dal Consiglio di Stato sul rigetto degli incentivi a Green Energy
Pubblicato il: 1/14/2026
L’avvocato Donato Cicenia ha rappresentato Green Energy S.r.l. Gli avvocati Antonio Pugliese, Sergio Fienga e Marco Trevisan hanno assistito Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.
La controversia giudiziaria tra Green Energy S.r.l. e Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. trova il suo epilogo con la sentenza n. 10108/2025, pubblicata dal Consiglio di Stato (Sezione Seconda) il 19 dicembre 2025, relativa al ricorso n. 8259/2024. Oggetto del processo era l’impugnazione da parte di Green Energy della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento di GSE con cui era stata rigettata la richiesta di verifica e certificazione (RVC) per un intervento di efficientamento nel processo di zincatura a caldo presso lo stabilimento della Irpinia Zinco S.r.l. di Lacedonia (AV), connesso al progetto PPPM n. 0642290121216R076 del 18 giugno 2014.
La vicenda ha origine dal diniego opposto da GSE, il 23 gennaio 2018, alla RVC presentata da Green Energy per l’anno 2016, richiesta collegata a 402 titoli di efficienza energetica. Le motivazioni del rigetto risiedevano nella presunta non conformità del progetto con il D.M. 28 dicembre 2012: secondo GSE, l’intervento risultava ultimato prima della presentazione della proposta di progetto e non era dunque conforme ai requisiti temporali richiesti dal decreto. Ulteriori rilievi riguardavano la mancata trasmissione di documentazione aggiornata relativa alla verifica di taratura della strumentazione di misura, segnatamente del contatore del gas.
Green Energy aveva in primo grado articolato quattro motivi di censura, tra cui la contestazione della possibilità per il GSE di riesaminare la conformità dell’intervento dopo l’approvazione della PPPM e di una prima RVC, la critica al valore attribuito dal GSE alla dichiarazione ambientale della Irpinia Zinco e la rilevanza del certificato di collaudo. La sentenza del TAR aveva respinto le doglianze, riconoscendo al GSE un potere di verifica e controllo anche successivo all’approvazione della PPPM e ritenendo che la documentazione offerta da Green Energy non dimostrasse incontrovertibilmente l’assenza di risparmi energetici prima della presentazione della PPPM.
In appello, Green Energy ha riproposto le medesime questioni, sostenendo che dagli atti e dalle istruttorie già svolte sarebbe dovuta emergere la correttezza della propria posizione. Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha sottolineato che la dichiarazione ambientale utilizzata dal GSE, pur dotata di valore principalmente informativo, conteneva elementi nuovi e rilevanti per l’accertamento del rispetto del requisito temporale. Il giudice amministrativo di appello ha specificato che ciascuna RVC costituisce un’autonoma istanza da valutare separatamente, e la documentazione fornita da Green Energy non forniva la certezza richiesta circa la completa irrealizzazione del progetto prima della domanda.
L’elemento determinante nella decisione del Consiglio di Stato ha riguardato l’interpretazione delle condizioni di accesso al meccanismo dei certificati bianchi secondo il D.M. 28 dicembre 2012 e le relative linee guida dell’AEEGSI. La nozione di "progetto in corso di realizzazione" deve essere intesa restrittivamente: l’incentivazione vale solo a vantaggio di opere che, al momento della domanda, non abbiano ancora iniziato a generare risparmi energetici, anche solo parziali. Nel momento in cui il progetto abbia già prodotto benefici, gli incentivi perdono la loro funzione di stimolo.
Il Consiglio di Stato ha quindi respinto tutti i motivi di appello di Green Energy, confermando la legittimità dell’operato del GSE e la sentenza di primo grado. L’esito del giudizio comporta la condanna di Green Energy S.r.l. al pagamento delle spese di causa a favore del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., quantificate in euro 5.000 oltre accessori di legge. La pronuncia ribadisce, altresì, i principi in materia di incentivazione degli interventi di efficientamento energetico, rafforzando il ruolo di vigilanza e verifica del GSE.

