Iliad ottiene il via libera al ripristino del sito per la stazione radio base a Cerveteri
Pubblicato il: 1/16/2026
Gli avvocati Filippo Pacciani e Valerio Mosca hanno assistito Iliad Italia, mentre l’avvocato Valerio Morini ha rappresentato il Comune di Cerveteri.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 10387 del 30 dicembre 2025 (RG 1726/2025), ha deciso il contenzioso tra Iliad Italia e il Comune di Cerveteri, riguardante la richiesta di autorizzazione all’installazione di una stazione radio base per rete di telefonia mobile sul territorio comunale. Iliad aveva impugnato il provvedimento con cui il Comune, con PEC del 6 febbraio 2024, aveva negato l’autorizzazione, oltre al parere negativo pregresso del 15 gennaio 2024 e agli atti regolamentari e pianificatori comunali nella parte in cui vietavano l’installazione di impianti fuori dai siti predefiniti.
La vicenda nasce dalla domanda, presentata da Iliad il 28 dicembre 2023, per la realizzazione dell’impianto in un’area ritenuta non conforme dal Comune, in quanto diversa da quelle preferenziali individuate dal piano comunale adottato con delibera n. 64/2023. Il Comune contestava la mancata minimizzazione dell’esposizione della popolazione alle emissioni elettromagnetiche e proponeva in alternativa la realizzazione di una rete microcellulare. Iliad contestava non solo le ragioni tecniche e ambientali, ma soprattutto l’adozione di un divieto generalizzato di localizzazione delle SRB fuori dai siti predefiniti.
Il TAR Lazio, con sentenza n. 19728/2024, aveva respinto il ricorso di Iliad, giudicando legittima la scelta regolamentare del Comune di individuare dieci aree preferenziali per l’installazione, ritenendo altresì ammissibile la motivazione relativa alla possibile localizzazione anche in altre aree sensibili solo ove necessario. Il giudizio di primo grado aveva anche rigettato le censure di Iliad circa l’idoneità del sito proposto dal Comune e l’indebita richiesta di installare microcelle anziché una SRB.
In appello, Iliad ha articolato tre motivi: illegittimità ex art. 8 comma 6 della l. 36/2001 del divieto di installazione fuori dai siti predefiniti; erronea valutazione del TAR sulle ragioni di non idoneità dell’area proposta; indebito potere comunale di sostituire una SRB con una rete microcellulare. Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata la prima e terza censura, riprendendo la giurisprudenza in tema di divieto di localizzazione esclusiva e di individuazione illegittima di siti predefiniti, nonché ribadendo la competenza esclusiva di ARPA Lazio in materia di limiti alle emissioni.
La decisione del Consiglio di Stato ha così accolto l’appello di Iliad, annullando i provvedimenti comunali ed ogni atto presupposto, con condanna del Comune di Cerveteri al pagamento delle spese processuali per entrambi i gradi (7.000 euro oltre oneri). La sentenza richiama il principio per cui i Comuni non possono introdurre divieti generalizzati o limitare la localizzazione delle SRB a pochi siti tramite regolamento, potendo solo individuare preferenze e con onere di provare la reale equipollenza tecnica dei siti individuati rispetto alle esigenze prospettate dagli operatori. L’annullamento degli atti consente a Iliad di procedere con l’installazione nel sito proposto, ripristinando le possibilità di sviluppo della rete in modo conforme alla normativa.

