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La Cassazione conferma la posizione di Google sul diritto all'oblio


Pubblicato il: 1/19/2026

Hogan Lovells ha assistito Google nel giudizio di Cassazione e nel giudizio di merito dinanzi al Tribunale di Napoli.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 34217/2025, ha rigettato il ricorso proposto da un avvocato e direttore scientifico di una nota università telematica contro Google, in merito alla presunta illiceità del mancato accoglimento di una richiesta di deindicizzazione per diritto all’oblio.

Il ricorrente sosteneva che la chiusura con archiviazione di un procedimento penale a suo carico gli attribuisse automaticamente il diritto alla rimozione dei risultati di ricerca, in virtù dell’annotazione prevista dall’art. 64-ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, introdotto dalla Riforma Cartabia.

La Suprema Corte ha chiarito che la normativa invocata non attribuisce un autonomo "diritto all’oblio di natura nazionale", ma disciplina solo una modalità procedurale di attivazione del diritto alla cancellazione o rimozione nei limiti dell’art. 17 del GDPR. Ha altresì confermato che l’annotazione prevista dalla norma può costituire una presunzione relativa a favore dell’interessato, ma non elimina la necessità di valutare di volta in volta il bilanciamento tra il diritto alla protezione dei dati personali e altri diritti fondamentali, quali la libertà di espressione e di informazione.

La Cassazione ha affermato che non esiste alcun automatismo tra l’archiviazione o il proscioglimento in sede penale e la rimozione dei risultati di ricerca, e che le informazioni legittimamente pubblicate possono restare accessibili online qualora vi siano ragioni di interesse pubblico, anche in relazione al ruolo del soggetto coinvolto, all’attualità della notizia e al contesto informativo di riferimento.

Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto che la permanenza online degli URL aggiornati con l’esito favorevole del procedimento rispondesse a una funzione informativa, confermando la legittimità della rimozione parziale già effettuata dal motore di ricerca. Google è una delle principali società tecnologiche mondiali, titolare e gestore del celebre motore di ricerca utilizzato per la reperibilità di informazioni online.

Nel caso specifico, Google si è trovata ad affrontare una questione interpretativa rilevante circa il coordinamento tra la normativa nazionale sopravvenuta e la disciplina europea sulla tutela dei dati personali.

Nell’operazione, per Hogan Lovells sono intervenuti Massimiliano Masnada (partner), Ambra Pacitti (senior associate) e Giacomo Bertelli (senior associate). Lo studio ha collaborato con il team di legali interni di Google, composto dagli avvocati Marilù Capparelli e Marta Staccioli.