HP ottiene la riduzione delle sanzioni Antitrust sul caso stampanti
Pubblicato il: 1/23/2026
Gli avvocati Matteo Beretta, Mario Siragusa e Fausto Caronna hanno assistito HP Italy S.r.l. e HP Inc.
Il Consiglio di Stato (Sezione Sesta) si è pronunciato sul ricorso presentato da HP Italy S.r.l. e HP Inc. contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e la sentenza del TAR Lazio in relazione alle sanzioni irrogate per pratiche commerciali scorrette.
La vicenda trae origine da un’istruttoria avviata dalla AGCM nei confronti delle società HP, dedite alla vendita di stampanti e materiali di consumo, per due pratiche commerciali ritenute ingannevoli e omissive. Le condotte oggetto di contestazione riguardavano, da un lato, le informazioni carenti sulle limitazioni nell’uso di cartucce non originali introdotte tramite aggiornamenti del firmware delle stampanti e, dall’altro, la raccolta e l’utilizzo di dati derivanti dall’utilizzo delle cartucce, nonché il diniego di assistenza in garanzia in caso di utilizzo di cartucce non originali.
A seguito dell’istruttoria, l’AGCM aveva irrogato due sanzioni di massimo edittale (5 milioni di euro per ciascuna delle due pratiche), imposto l’obbligo di pubblicazione di una dichiarazione rettificativa e ordinato la modifica delle confezioni di vendita delle stampanti per maggiore trasparenza informativa. HP aveva già richiesto – e in parte ottenuto – la rettifica del testo dei disclaimer presenti sulle confezioni.
Il ricorso al TAR Lazio da parte di HP si era concluso con il rigetto e conferma integrale del provvedimento sanzionatorio dell’AGCM.
Nel giudizio avanti il Consiglio di Stato, HP ha riproposto plurimi motivi di doglianza: presunte violazioni del diritto di difesa in fase istruttoria, errata qualificazione delle pratiche commerciali considerate scorrette, carenza di prova rispetto ad alcune contestazioni, sproporzione e mancata motivazione delle sanzioni, nonché la genericità e l’infondatezza dell’ordine di pubblicazione della dichiarazione rettificativa.
Il Consiglio di Stato ha respinto i motivi circa l’asserita lesione del diritto di difesa e ha ritenuto corretta la ricostruzione degli illeciti contestati posta dalla AGCM e confermata in primo grado. Gli elementi giuridici rivelatisi decisivi in giudizio sono stati la fondatezza delle contestazioni circa l’insufficienza e l’ambiguità delle informazioni fornite da HP sulla reale portata dei sistemi di sicurezza dinamica introdotti tramite aggiornamenti software, nonché il riscontro – anche presuntivo – di una prassi aziendale che negava l’assistenza in garanzia in presenza di cartucce non originali.
Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ritenuto che, pur sussistendo le pratiche scorrette, alcune informative generali fornite da HP e la complessità tecnica dei messaggi requisiti attenuavano la gravità delle condotte, mitigando in parte la responsabilità delle società. In dispositivo, pur confermando la sussistenza degli illeciti e la legittimità sostanziale del provvedimento AGCM, la sanzione per ciascuna pratica è stata rideterminata in euro 4.000.000 (in luogo di 5 milioni), con riduzione del 20% rispetto al massimo edittale originariamente comminato.
Le spese di lite dei due gradi di giudizio sono state compensate per metà, per la restante parte poste a carico di HP. Le ulteriori misure accessorie, come la pubblicazione della dichiarazione rettificativa, sono state confermate nella loro legittimità. L’appello di HP è stato quindi accolto soltanto nella parte relativa alla rideterminazione delle sanzioni pecuniarie.

