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Iren Green Generation Tech si impone sul canone di occupazione provinciale a Foggia


Pubblicato il: 2/12/2026

Gli avvocati Tommaso Matteo Ferrario e Simona Emanuela Anna Viola hanno assistito Iren Green Generation Tech S.r.l. mentre gli avvocati Gennaro Rocco Notarnicola, Patrizio Ivo D'Andrea e Antonio Leonardo Deramo hanno rappresentato la Provincia di Foggia.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 871/2026 pronunciata il 2 febbraio 2026 (RG n. 5075/2025), ha definito l’annoso contenzioso tra la Provincia di Foggia e Iren Green Generation Tech S.r.l., riguardante la corretta determinazione del canone unico patrimoniale (CUP) dovuto per l’occupazione permanente del suolo pubblico mediante impianti fotovoltaici nel territorio comunale di Troia (FG). Il ricorso nasce dall’appello della Provincia avverso la sentenza del TAR Puglia, sez. III, n. 520/2025, che aveva accolto le doglianze della società energetica.

All’origine della vicenda, la modifica regolamentare adottata dalla Provincia di Foggia con la delibera n. 18/2023 e la conseguente delibera presidenziale n. 98/2023. Tali atti, recependo la nuova disciplina del CUP, fissavano per gli operatori del settore energie rinnovabili, come Iren, tariffe parametrate a € 7,50 per metro quadro, senza applicazione di ulteriori coefficienti, sostanzialmente discostandosi dal criterio forfettario di € 800,00 previsto dalla legge statale per le occupazioni di sottosuolo pubblico da parte dei produttori di energia elettrica. Iren Green Generation Tech S.r.l., titolare di due impianti fotovoltaici e relative infrastrutture connesse, si era vista richiedere somme superiori alla soglia di legge e aveva impugnato gli atti provinciali.

Il TAR Puglia aveva, in primo luogo, dichiarato inammissibili talune domande di Iren per difetto di giurisdizione (relativamente all’avviso di pagamento per il 2024) e per carenza di interesse (circa chiarimenti dirigenziali privi di natura provvedimentale). Tuttavia, aveva accolto nel merito la censura contro la disciplina regolamentare del 2023 e i relativi provvedimenti applicativi, annullando le delibere provinciali e rinviando alle motivazioni rese dal TAR Basilicata in una fattispecie analoga.

La Provincia di Foggia, soccombente in primo grado, aveva appellato deducendo vizi di ultrapetizione, cattiva applicazione della norma statale e richiesto, in via subordinata, la rimessione della questione di legittimità costituzionale concernente l’art. 5, comma 14-quinquies, del d.l. n. 146/2021. Secondo la Provincia, la soglia di € 800,00 dovrebbe essere interpretata come base minima e non come canone fisso, richiamando il principio generale di “invarianza di gettito” nella finanza locale.

La Settima Sezione del Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto infondati tutti i motivi dell’appello. In particolare, il Collegio ha evidenziato come entrambe le questioni relative alla specialità della disciplina e all’assenza di utenti finali fossero state puntualmente sollevate da Iren in primo grado, escludendo quindi il vizio di ultrapetizione. Sul piano sostanziale, il Consiglio ha chiarito che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, pur essendo attività funzionale ma non direttamente a contatto con l’utenza, rientra nell’ambito di applicazione della previsione speciale sul CUP. Tale disciplina, come interpretata anche da recenti pronunce della stessa Sezione (sentenze n. 8062/2025 e n. 9447/2025), fissa in modo chiaro un criterio forfettario di € 800 annui, non suscettibile di variazioni in aumento da parte delle Province con regolamenti ulteriori.

Gli elementi giuridici salienti della decisione sono stati: la natura speciale e derogatoria dell’art. 1, comma 831, della l. 160/2019, la chiarezza della norma di interpretazione autentica di cui all’art. 5, comma 14-quinquies, del d.l. 146/2021 (che impone il canone fisso di € 800 anche per imprese produttrici), e l’infondatezza delle questioni di costituzionalità prospettate in materia di autonomia finanziaria locale e uguaglianza.

In conclusione, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Provincia di Foggia, confermando l’annullamento delle delibere impugnate e cristallizzando l’obbligo per l’ente provinciale di applicare agli operatori come Iren Green Generation Tech S.r.l. il canone forfettario statale di 800 euro annui per l’occupazione del suolo con impianti funzionali alla produzione di energia elettrica. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate, in ragione della recente evoluzione giurisprudenziale sulla materia, ma la pronuncia sancisce definitivamente il formato e l’importo del CUP dovuto nel comparto energetico rinnovabile sul territorio provinciale.